LA COLPA, LE MALEDIZIONI DEI SANTI, E LE PENE IMPOSTE DAI CANONI
Una Lectio Divina di Frà Alexis Bugnolo
Nel Medioevo, i santi denunciavano gli antipapi, che erano dottrinalmente cattolici, come anticristi. A noi moderni questo può sembrare eccessivo, poiché l’unico crimine di questi antipapi era quello di rivendicare il papato con il sostegno del potere secolare in modo contrario alle regole.
Tuttavia, il Conclave illegale del maggio 2025 ha dato vita a un orrore ben più grande: la cospirazione dell’intero Collegio Cardinalizio, compresi i non elettori, nella formazione di una Chiesa falsa, la Chiesa che merita il nome di Anticristo, perché l’elezione non solo ha violato le regole procedurali, ma ha anche violato il requisito che il papa eletto fosse cattolico.
Non commettete errori e non ingannatevi più: aderendo a un uomo che è stato eletto in modo invalido e che è un eretico manifesto e formale nell’accettazione delle eresie di Bergoglio, che consistono nel rifiuto assoluto della Tradizione Apostolica come criterio essenziale per la fede e il ministero pastorale, il Collegio dei Cardinali ha costituito formalmente una Chiesa Falsa, Scismatica ed Eretica, che finora è riuscita, con il consenso di tutti i media “cattolici” conservatori e liberali, a ingannare oltre il 90% del mondo cattolico facendogli credere che Prevost sia il Pontefice Romano, quando la verità è che egli è un ‘ impostore senza Dio ‘ nel pieno senso delle parole.
La traiettoria di una cospirazione che, in linea di principio, rifiuta la Tradizione Apostolica, è al 100% diabolica e satanica: poiché propone un cristianesimo senza alcun contatto storico o fisico con il vero Gesù Cristo storico, e trasforma la “fede” in “finzione” e la “salvezza” in ‘benessere’ o “utilità”.
Ora che sono trascorsi 100 giorni, Dio inizierà a ritirare la grazia da tutti gli atti del clero che si unisce a questa realtà anticristica. E se non credete alla gravità della situazione, leggete la maledizione scritta da due santi – Sant’Ildebrando e San Pietro Damiano – che consigliarono a Papa Niccolò II, nel Sinodo di Roma del 1059, di decretare una maledizione (nella sua Bolla, In Nomine Domini) su tutti coloro che avrebbero violato le regole dell’elezione papale, anche se l’uomo che promuovevano NON era un eretico. Quindi potete stare certi che le maledizioni, per essersi uniti a un falso E eretico antipapa “scelto”, sono MOLTO, MOLTO, MOLTO peggiori:
§4. Per cui, se qualcuno è stato eletto, o addirittura ordinato, o intronizzato, contro questo nostro decreto promulgato con sentenza sinodale, sia per sedizione, e/o presunzione, o qualsiasi inganno, sia condannato dall’Autorità Divina e da quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con un anatema perpetuo insieme ai suoi promotori, sostenitori e seguaci, come separato dalle soglie della Santa Chiesa, proprio come l’Anticristo, invasore e distruttore dell’intera cristianità, e non gli sia concessa alcuna udienza al riguardo, ma sia deposto da ogni grado ecclesiastico a quello che aveva prima, senza alcuna obiezione, e chiunque gli aderisca e/o mostri qualsiasi tipo di riverenza nei confronti del Pontefice, o osi difenderlo in qualsiasi cosa, sia abbandonato con uguale sentenza, e se qualcuno si dimostra violatore di questa sentenza del Nostro Santo Decreto, e ha cercato di confondere la Chiesa Romana con la sua presunzione, e di sollevare disordini contro questo Statuto, sia dannato con anatema perpetuo e scomunica, e sia considerato tra “gli empi”, che “non risorgeranno nel giudizio” (Salmo 1,5), conosca l’ira dell’Onnipotente contro di lui e quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la cui Chiesa ha osato ingannare, conosca una follia devastante in questa vita e nella futura; «La sua dimora diventi deserta, e nessuno abiti nelle sue tende» (cfr. Salmo 69,26): «I suoi figli siano orfani e sua moglie vedova» (Salmo 108,9), «sia completamente sconvolto» (cfr. Salmo 108,10) fino alla follia, e «i suoi figli vaghino mendicanti e siano scacciati dalle loro dimore» (Salmo 108,10). «Che l’usuraio devasti tutti i suoi beni e che lo straniero distrugga tutte le sue fatiche» (Salmo 108:11); «Che tutto il mondo combatta contro di lui» (cfr. Sapienza 5:21) e che tutti gli altri elementi siano contro di lui, e che i meriti di tutti i Santi, in pace, lo confondano e in questa vita mostrino aperta vendetta su di lui.
(Fonte: traduzione di Frà Bugnolo della versione papale
della Bolla di Niccolò II, In Nomine Domini)
Nota bene: questa maledizione non si estende solo all’antipapa e ai cardinali che hanno votato per lui, ma a tutti coloro che affermano che egli è il papa, difendono come legittima la sua elezione illegittima o negano le sue eresie. E più tempo passa dall’elezione, meno giustificazioni morali avranno tutti coloro che non hanno agito con la dovuta diligenza, che è ciò che la ragione più elementare richiede in tutte le elezioni, specialmente in una in cui l’80% dei cardinali elettori ha aderito alle eresie, alle bestemmie e alle perversioni di Bergoglio.
Oltre alle suddette maledizioni, che dimostrano quanto sia depravato e immorale ciò che hanno fatto i cardinali, nel Codice di Diritto Canonico sono previste anche le pene più severe: immediate e senza necessità di alcun giudizio: la scomunica di Prevost e di tutti i cardinali, in accordo con il canone 1364, e la perdita di ogni diritto di celebrare i sacramenti, sacramentali, o di esercitare qualsiasi munus, ministerium o ufficio nella Chiesa, come da canone 1331 §1. Anche quei vescovi e quel clero che si rifiutano di indagare sulla validità del Conclave, così come quelli che, pur avendo sentito la denuncia di invalidità, si rifiutano di indagare, condividono queste punizioni perché complici del crimine di scisma. Pertanto, tutte le ordinazioni di vescovi, sacerdoti e diaconi diventeranno illecite, così come tutte le conferenze dei sacramenti della penitenza e del matrimonio, tutte le sentenze dei tribunali in cui i giudici hanno aderito allo scisma e tutte le nomine di vescovi e pastori da parte del prevosto e dei vescovi in comunione con lui.
Il principio della “supplet Ecclesia” — secondo cui in caso di errore comune di diritto o di fatto la Chiesa garantisce la liceità dei sacramenti — non può essere invocato da coloro che hanno la responsabilità morale di riconoscere la discrepanza tra lo svolgimento del Conclave e la norma di diritto, e quindi l’invalidità dell’elezione da parte dei 133 cardinali elettori, senza contare che l’uomo scelto è un eretico manifesto: tale responsabilità morale ricade innanzitutto su tutti i cardinali, tutto il personale dello Stato della Città del Vaticano e tutti i vescovi e i superiori maggiori. Questi non possono appellarsi alla “supplet ecclesiae”, perché quando si sa che i risultati del Conclave sono discutibili dal punto di vista giuridico o che l’eletto è un eretico manifesto, MA si continua a riconoscerlo come Vicario di Cristo, non si ha alcuna scusa nel diritto canonico per essere legalmente complici dei crimini di eresia e scisma, mentre la “supplet ecclesia” si applica solo all’ignoranza in buona fede, non per malafede.
Con il Battesimo, ognuno di noi ha il dovere solenne e gravissimo di conformare i propri pensieri e le proprie azioni alla verità, tutta la verità e nient’altro che la verità. Qualsiasi atto morale compiuto per nascondere la verità a coloro che hanno il diritto di conoscerla, specialmente in questioni così importanti come chi sia il papa, è quindi uno dei più orribili tradimenti delle promesse battesimali e induce chi lo compie a unirsi moralmente e spiritualmente al Padre della Menzogna.