Msgr. Prevost rinuncia ai titoli storici del Papato nel suo Annuario Pontificio — Papa Ildebrando avanza verso sua consacrazione

Nel Annuario Pontificio nuovo appare che il “Papa Leone XIV” ha rinunciato ai tutti i titoli del Papato usati in secoli passati, e ritiene solo quello di “Pastore Universale” della Chiesa. Clicca l’immagine qui sopra per maggiori informazioni.

Quindi, visto che ormai esiste solo l’unica pretesa a questi titoli, come si trova nel Rogito per l’elezione di Papa Ildebrando, QUI, non resta per tutti, che vogliano un Vicario di Cristo e Vescovo di Roma legittimo, che rivolgersi a Papa Ildebrando.

Vescovi, Sacerdoti, Diaconi, Seminaristi di Roma e tutti i Superiori Ordinari degli istituti religiosi e clericali sono invitati ad mostrare la loro adesione al Vicario di Cristo, Ildebrando, tramite il suo Website, SedesApostolica.Info, usando l’indirizzo elettronico della sua Segreteria per farlo.

Qualora vi fosse stata una contestazione delle pretese, sarebbe stato necessario convocare un terzo Concilio provinciale di Sutri, come avvenne negli anni 1046 e 1059 d.C., per mettere fine ad essa. Tuttavia, poiché Leone XIV non avanza alcuna pretesa di tal genere, il Santo Padre Ildebrando procederà direttamente ai preparativi per la sua consacrazione episcopale e per l’inizio del suo ministero petrino. Tutti i Vescovi che desiderano vedere il proprio nome iscritto nel Libro della Vita sono pertanto invitati a partecipare e, a tal fine, sono tenuti a contattare il suo Segretario di Stato per ulteriori informazioni.

Possiamo ora rendere noto pubblicamente che il Governo italiano guidato da Giorgia Meloni è stato ufficialmente informato dell’elezione di Papa Ildebrando per via diplomatica e non ha espresso alcun dissenso in merito a quanto dichiarato. Inoltre, il Legatus a latere del Santo Padre ci ha comunicato che la Sede Apostolica considererà tale tacita accettazione come pieno consenso giuridico secondo le norme dei Patti Lateranensi e dei successivi trattati tra la Sede Apostolica e lo Stato italiano.

Il provvedimento di Papa Niccolò II, in tempo di guerra, per salvare la Chiesa dall’apostasia

Vi sono molti scrittori scollegati dalla realtà, e ciò è particolarmente vero nella Chiesa Cattolica, poiché ammettere la verità è un’abitudine dello spirito che raramente sopravvive all’istinto umano di ricercare il rispetto altrui. Tuttavia, se vogliamo salvare le nostre anime in un’epoca segnata da un’apostasia mondiale di massa fondata sulla menzogna, gli unici a superare questa prova saranno coloro che accetteranno la realtà del diritto pontificio e della storia della Chiesa come principi fondamentali di prudenza e di azione.

Al contrario, la Chiesa odierna è afflitta da quella che Papa Benedetto XVI ha giustamente diagnosticato come una massiccia crisi di fede nella Sacra Gerarchia; in questo contesto, i quattro principali schieramenti di peccatori — i modernisti eretici, i massoni conservatori, i tradizionalisti e i sedevacantisti — concordano nel sostenere la peggiore delle eresie possibili: ovvero che il vero Papa non sia colui che è stato validamente eletto per primo, bensì colui che “noi” indichiamo come tale; si ritiene infatti che a determinare il diritto legale al papato non siano le parole di Cristo o le leggi dei Papi, ma il consenso delle opinioni private di coloro che appartengono alla nostra “squadra”, al nostro “club” o alla nostra Loggia.

Si noti, in effetti, quanti vescovi e sacerdoti non riescano nemmeno ad ammettere pubblicamente che un vero Pontefice Romano debba essere legalmente eletto, o che le leggi di San Pio X, di Pio XII o di Giovanni Paolo II concorderebbero nel ritenere l’elezione di Robert Prevost canonicamente invalida per una o più delle seguenti cinque ragioni:

  1. Che il “Cardinale” che ha convocato il conclave in qualità di Decano era stato nominato in modo invalido da un antipapa, Jorge Mario Bergoglio, e non da un Papa validamente eletto.
  2. Che almeno molti dei “Cardinali” votanti nel conclave non erano mai stati nominati da un Pontefice Romano validamente eletto.
  3. Che, come richiede la Fede Cattolica, nessuno dei Cardinali votanti ha respinto in quanto eretici i documenti “Fiducia Supplicans” e “Amoris Laetitia”; … dimostrando così che essi stessi non professano più la Fede Cattolica. Per tale motivo, secondo i Codici di Diritto Canonico del 1917 e del 1983, non avrebbero mai dovuto essere convocati a partecipare a un Conclave per eleggere un papa.*
  4. Che la legge di Giovanni Paolo II consente il voto a soli 120 cardinali elettori validamente nominati; e se tale norma viene violata, anche adducendo una dispensa per agire diversamente, l’elezione è comunque nulla e priva di effetti, in virtù della sanzione prevista al n. 76 di quella stessa legge.
  5. Che il numero di cardinali partecipanti al Conclave del 2025 ha dunque violato ogni legge papale emanata da Pio X in poi; di conseguenza, l’elezione è risultata invalida tanto quanto quella dell’antipapa Benedetto X nel 1058, avvenuta in un’assemblea priva dell’arcidiacono Ildebrando di Soana, contrariamente a quanto prescritto e decretato da Papa Stefano IX.

Tale consolidamento delle varie fazioni di vescovi e clero della Chiesa Cattolica in un medesimo peccato dimostra chiaramente che essi non sono più spiritualmente in comunione con Cristo Re, pur non essendo pubblicamente colpiti da censure canoniche: si sono infatti uniti, consapevolmente o meno, alla Chiesa dell’Anticristo, abbracciando uno spirito di illegalità — lo spirito dell’Apostata venturo (cfr. San Paolo Apostolo, Seconda Lettera ai Tessalonicesi, capitolo 2).

E tutto ciò è pura follia, soprattutto considerando che Papa Niccolò II, nella sua Bolla, “In Nomine Domini”, di 13 Aprile 1059 A. D., n. 3, aveva insegnato infallibilmente che la Chiesa ha sempre una via d’uscita di sicurezza — valida, efficace e universale — che consentiva di eleggere un vero Papa, in modo valido e legittimo, nella maniera più semplice possibile. Un’azione che i cattolici di Roma hanno compiuto l’anno scorso, con il pieno consenso — attivo, scritto e/o tacito — di tutto il clero e dei religiosi della Diocesi di Roma e delle sette diocesi suburbicarie.

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* Vi sono tuttavia ancora vescovi, sacerdoti, diaconi e persino eremiti cattolici che rifiutano tali errori ed eresie. Spetta ora a loro far sentire la propria voce, e a noi laici cercarli. Sebbene sia vero che le norme pontificie sui conclavi, a partire dall’epoca di San Pio X, consentono ai cardinali non pubblicamente dichiarati eretici di partecipare al voto, non è vero che essi debbano necessariamente essere convocati al conclave; infatti, sia il Codice del 1917 che quello del 1983 vietano a coloro che sono incorsi in una scomunica automatica — anche se non dichiarata — per peccati quali l’apostasia o l’eresia, di esercitare qualsiasi ufficio o funzione nella Chiesa, compresa l’elezione del Papa. Per questo motivo, il cardinale che convoca il conclave deve essere validamente nominato ed essere cattolico; in caso contrario, non può aver luogo alcun conclave valido.

Motu Proprio sulla Venerazione pubblica della Madonna del Paradiso

Il Santo Padre ha approvato la venerazione della Madonna sotto il titolo, “Madonna del Paradiso” nelle processioni per porre fine alle siccità, tramite il suo Motu Proprio, “Vicarii Christi”, pubblicato oggi mattino il 14 Agosto 2026 A. D..  — Cliccare per vedere l’originale in Latino, e le versioni in Italiano, Inglese e Spagnolo.

Commentario di “FromRome.Info” sulle notitize — Nostra traduzione

Questa mattina, secondo l’ora di Roma, il Santo Padre ha pubblicato il suo primo *Motu Proprio*, intitolato “Vicarii Christi”, con il quale autorizza la venerazione pubblica della Beata Vergine Maria sotto il titolo di “Madonna del Paradiso” durante processioni pubbliche volte a ottenere la grazia e la misericordia della fine della siccità. Tale titolo mariano — in latino *Domina Nostra de Paradiso* — indica la Sua suprema autorità sull’intera creazione, in virtù del fatto che Ella fu voluta fin dall’eternità come Madre fedele del Figlio Eterno. Così come Ella meritò più di ogni altra creatura grazie alla Sua perfetta assenza di peccato e alla Sua umiltà nel compiere umili mansioni per il Bambino Gesù — come strizzare le Sue vesti affinché si asciugassero più in fretta — allo stesso modo ora, esaltata al di sopra di tutti i Cherubini e i Serafini, esercita la missione materna di misericordia: Ella può infatti “strizzare” le vesti celesti del Suo Divin Figlio — che sono i Cieli stessi — per ottenere grazia e misericordia per i Suoi figli adottivi sulla terra; e ciò non perché essi lo meritino, ma perché lo chiedono con fede e semplicità, confidando nella Sua intercessione.

Questa grande grazia della fine della siccità è affidata alla Madonna del Paradiso alle sette condizioni illustrate nel Motu Proprio:

  1. Che si svolga una processione pubblica per le vie di una qualsiasi città o paese.
  2. Che la processione invochi l’intercessione della Madonna sotto il Suo nuovo titolo di “Madonna del Paradiso”.
  3. Che la processione sia indetta per ottenere la fine di una siccità.
  4. Che durante la processione venga trasportata o portata una statua della Beata Vergine, di qualsiasi tipo.
  5. Che la processione sia guidata da un membro legittimo del clero (degli ordini maggiori o minori), indipendentemente dal fatto che egli disponga o meno di facoltà nel luogo specifico.
  6. Che il clero esorti i partecipanti — fedeli e non — a pentirsi dei propri peccati,
  7. E a tornare all’unica Vera Fede, la Religione Cattolica, in comunione con Papa Ildebrando.

Il Motu Proprio autorizza processioni di questo tipo senza la necessità di rivolgersi al parroco o al vescovo locale. L’autorizzazione delle autorità civili locali è richiesta soltanto laddove vigano leggi specifiche in materia. I laici possono organizzare queste processioni, ma deve essere presente almeno un membro del clero che ne assuma la guida e presieda le preghiere e le suppliche pubbliche.

Questa nuova devozione alla Madonna è una grazia per coloro che possiedono la semplicità dei bambini piccoli, affinché, come segno per tutte le nazioni, tutti possano conoscere Chi è il vero Dio — Gesù Cristo — e chi è la Corredentrice di ogni grazia, la Beata Vergine.

77 Vescovi, 4 Papi, 4 Santi e 2 Beati sostengono Papa Ildebrando!

Dalla prospettiva dell’eternità, la scelta tra sostenere Leone XIV o Ildebrando — e viceversa — deve confrontarsi con la testimonianza più autorevole della storia e della Comunione dei Santi: infatti, a sostegno di Leone XIV — eletto in violazione di quattro norme della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di Papa Giovanni Paolo II — non vi è alcun Papa, Santo o Beato della Chiesa.

Al contrario, per Ildebrando — eletto in perfetta conformità con le disposizioni della Bolla In Nomine Domini di Papa Niccolò II, secondo quanto previsto per il caso straordinario in cui la Chiesa Romana deve opporsi a un’elezione disonesta e illegittima di un antipapa (quale è indubbiamente quella di Prevost) — la Chiesa di Roma vanta le testimonianze e le firme di 77 Vescovi, 4 Papi, 4 Santi e 2 Beati.

La scelta è chiara: Cristo ci chiama a scegliere la Comunione dei Santi e a impegnarci per annoverarci tra loro. Di conseguenza, non possiamo tollerare né avallare la pretesa di Robert Prevost di essere il nostro Vescovo e Pontefice, poiché tale scelta non conduce al Paradiso, bensì all’Inferno: la sorte più terribile di tutte, ovvero la scomunica dalla Comunione dei Santi.

Ecco i nomi dei 77 vescovi, 4 papi, 4 santi e 2 beati che firmarono la bolla di Niccolò II al Concilio Lateranense dell’aprile 1059, tratti da Detlev Jasper, Das Papstwahldekret von 1059, Thorbecke, 1986:

Io, Nicola, Vescovo della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica Romana, ho firmato questo Decreto da Noi promulgato, qui sopra, così come è scritto.

Io, Bonifacio, per grazia di Dio (Cardinale) Vescovo di Albano, ho sottoscritto.
Io, Umberto (di Moyenmoutier, Cardinale Vescovo) della santa Chiesa di Santa Rufina, ho sottoscritto.
Io, (San) Pietro (Damiani), (Cardinale Vescovo) della Chiesa di Ostia, ho sottoscritto.
Io, Pietro, (Cardinale) Vescovo della Chiesa di Tuscolo, ho sottoscritto.
Io, Giovanni (II, Cardinale) Vescovo della Chiesa di Porto, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, Cardinale (Prete) del titolo di San Marco, ho sottoscritto.
Io, Leone, Cardinale (Prete) del titolo di San (Lorenzo in) Damaso, ho sottoscritto.
Io, Vivo, Cardinale (Prete) del titolo di Santa Maria in Trastevere, ho sottoscritto.
Io, (Beato) Desiderio, Cardinale (Prete) di Santa Cecilia (e Abate di Montecassino), ho sottoscritto.1
Mancio, (Cardinale) Diacono,
Crescenzio, (Cardinale) Diacono,
Amanzio, (Cardinale) Diacono, hanno sottoscritto.

(San) (Ildebrando, monaco e suddiacono, e tutto il resto del clero della Chiesa romana hanno sottoscritto).2

Io, Guido (da Velate), Arcivescovo (di Milano), ho sottoscritto.
Io, Domenico (IV Marango), Patriarca di Grado, ho sottoscritto.
Io, Ugo, Vescovo di Besançon, ho sottoscritto.
Io, Ildebrando, Vescovo di Capua, ho sottoscritto.
Io, Uldarico, Arcivescovo di Benevento, ho sottoscritto.
Io, (San) Alfano, Arcivescovo di Salerno, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, Vescovo di Sabina, ho sottoscritto.3
Io, Giovanni, Vescovo di Tivoli, ho sottoscritto.
Io, Rolando, Vescovo di Sutri, ho sottoscritto.
Io, Gerardo, Vescovo e Abate di San Paolo (fuori le Mura), ho sottoscritto.
Io, Leone, Vescovo di Gaeta, ho sottoscritto.
Io, Giovanni (IV), Vescovo di Terracina, ho sottoscritto.
Io, Pandolfo, Vescovo di Avezzano, ho sottoscritto.
Io, Attone (Berardi dei Marsi), Vescovo di Chieti, ho sottoscritto.
Io, Domenico O.S.B., Vescovo di Sulmona-Valva (e Abate di San Clemente a Casauria), ho sottoscritto.
Io, Palombo O.S.B., Vescovo di Sora, ho sottoscritto.
Io, Giovanni (II), Vescovo di Penne, ho sottoscritto.
Io, Pietro (I), Vescovo di Civita Castellana, ho sottoscritto.
Io, Ludovico, Vescovo di Nocera, ho sottoscritto.
Io, Ermanno, Vescovo di Città di Castello, ho sottoscritto.
Io, Enrico, Vescovo di Spoleto, ho sottoscritto.
Io, (Beato) Mainardo, Vescovo di Urbino, ho sottoscritto.
Io, Goffredo, Vescovo di Perugia, ho sottoscritto.
Io, Aganone, Vescovo di Autun (Francia), ho sottoscritto.
Io, Uldarico, Vescovo di Fermo, ho sottoscritto.
(Io, Bernardo II, Vescovo di Ascoli Piceno, ho sottoscritto).
(Io, Ugo I, Vescovo di Camerino, ho sottoscritto).
Io, Guglielmo, Vescovo di Numana, ho sottoscritto.
Io, Trasmondo, Vescovo di Fiesole, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, Vescovo di Sovana, ho sottoscritto.
Io, Arnaldo degli Offredi, Vescovo di Arezzo, ho sottoscritto.4
Io, Marino, Vescovo di Fondi, ho sottoscritto.
Io, Adalberto, Vescovo di Narni, ho sottoscritto.
Io, Bernardo, vescovo di Sant’Agata dei Goti, ho sottoscritto.
Io, Teuzone, vescovo di Orvieto, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, vescovo di Chiusi, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, vescovo di Siena, ho sottoscritto.
Io, Guido, vescovo di Volterra, ho sottoscritto.
(Io, Pietro, vescovo di Volturara Appula, ho sottoscritto).
Io, Benedetto, vescovo di Sessa Aurunca, ho sottoscritto.
Io, Azzo (degli Atti), vescovo di Foligno, ho sottoscritto.
Io, Pietro (II), vescovo di Teramo, ho sottoscritto.
Io, Gerardo, vescovo di Rusellae, ho sottoscritto.
Io, Anselmo (I), vescovo di Lucca, ho sottoscritto.5
Io, Pietro (I), vescovo di Pesaro, ho sottoscritto.
Io, Andolfo, vescovo di Montefeltro, ho sottoscritto.
Io, (San) Rodolfo, (O.S.B. Cam.,) vescovo di Gubbio, ho sottoscritto.
Io, Teodosio, vescovo di Senigallia, ho sottoscritto.
Io, Arduino, vescovo di Todi, ho sottoscritto.
Io, Arduino, vescovo di Fano, ho sottoscritto.
Io, Arnolfo (I), vescovo di Cosenza, ho sottoscritto.
Io, Stefano (il Normanno), vescovo di Troia, ho sottoscritto.
Io, Benigno (Benedetto), vescovo di Fossombrone, ho sottoscritto.
Io, Ugo (I), vescovo di Cagli, ho sottoscritto.
Io, Gerardo, vescovo di Rieti, ho sottoscritto.
Io, Gisilberto, vescovo di Tuscania, ho sottoscritto.
Io, Agino, vescovo di Assisi, ho sottoscritto.
Io, Ingone, vescovo di Bagnoregio, ho sottoscritto.
Io, Tegrimo, vescovo di Massa Marittima, ho sottoscritto.
Io, Oberto (Pevere), vescovo di Genova, ho sottoscritto.

Io, Adeodato, vescovo di Montecorvino, ho sottoscritto.
Io, Giovanni, vescovo di Trevi, ho sottoscritto.
Io, Giovanni (IV), vescovo di Alatri, ho sottoscritto.
Io, Placido, vescovo di Veroli, ho sottoscritto.
Io, Erasmo, vescovo di Segni, ho sottoscritto.
Io, Arichi, vescovo di Alife, ho sottoscritto.
Io, Cuniberto, vescovo di Torino, ho sottoscritto.
Io, Opizzo, vescovo di Bobbio, ho sottoscritto.
Io, Benzone, vescovo di Alba, ho sottoscritto.
Io, Ottone, vescovo di Novara, ho sottoscritto.
Io, Enrico, vescovo di Ivrea, ho sottoscritto.
Io, Guglielmo, vescovo di Asti, ho sottoscritto.

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NOTE

1  Il futuro papa Vittore III.
2  Il futuro papa Gregorio VII.

3  Questo Giovanni, vescovo di Sabina, era in precedenza cardinale; tuttavia, avendo usurpato il papato sotto papa Benedetto IX con il nome di antipapa Silvestro III, fu deposto al Concilio di Sutri del 1046, alla presenza del re tedesco Enrico III. Il fatto che non compaia nell’elenco dei cardinali sopra riportato sembra indicare che fu privato della dignità cardinalizia, pur conservando le funzioni vescovili.
4  Questa identificazione si basa sull’interpretazione di “Rosphredus … Attestensis” come lettura errata della firma “(A)r(naldus) Ospredus … Arietensis”; ciò trova conferma negli elenchi dei vescovi di Arezzo con questo nome che parteciparono al concilio, ma il cui nome non figura altrimenti negli elenchi sopra citati.
5  Il futuro papa Alessandro II.

Apologia pro Papa nostro — FAQ

È ora disponibile il FAQ in versione italiana per SedesApostolica.Info, ovvero l’Apologia Pro Papa Ildebrando più completa in rete. Questo documento contieni tutti i motivi teologici et giuridici, cioè canonici, per cui si verificano il reclamo di Ildebrando per essere il nostro vescovo e papa. — Cliccare l’immagine per accedere.

Spetta ora a noi, cattolici di Roma – se abbiamo a cuore la nostra salvezza eterna e la dignità della nostra reputazione – studiare questo documento, condividerlo con i nostri prelati e superiori, con i nostri pari e i nostri subordinati, e impegnarci a pubblicare spiegazioni in lingua volgare dei contenuti in esso trattati; contenuti che, com’è evidente, sono esposti a un livello accademico elevatissimo, ben superiore a qualsiasi cosa si discuta attualmente presso le istituzioni pontificie della nostra amata Città.

La nostra Santa Religione è fondata sulla Verità, poiché il nostro Salvatore è la Verità. Dobbiamo dunque sforzarci di fondare ogni nostra azione e ogni nostro pensiero sulla verità, senza mai piegarci al rispetto umano o alle menzogne ​​delle masse.

Perciò, siamo stati informati dal Segretario di Stato del Santo Padre che Egli chiede ora ai Vescovi, ai Sacerdoti, ai Diaconi e ai Seminaristi della nostra Chiesa di separarsi dal regime empio, demoniaco e pervertito dell’antipapa Leone XIV, proprio come i Santi Ildebrando di Soana e Pier Damiani si separarono dall’antipapa Benedetto X nel 1058 d.C. Non seguiamo le orme delle centinaia di migliaia di nostri concittadini romani che seguirono gli antipapi nell’abisso dell’Inferno; risplendiamo invece come stelle nel firmamento della nostra epoca, dicendo la verità e vivendo secondo verità.

Esortiamo in particolare la nobiltà e i ricchi della nostra Provincia romana e oltre a prendere l’iniziativa per mettere a disposizione monasteri, chiese, cappelle e istituzioni in grado di accogliere i numerosi membri del clero e i religiosi che desiderano dichiarare fedeltà al vero Pontefice Romano, Ildebrando, e separarsi dall’eretico impostore bergogliano.

Poiché l’attuale contesa e rivalità è quanto mai accesa, il Santo Padre ci ha assicurato che coloro i quali per primi abbracceranno la Sua causa saranno i più ricchi di privilegi e onori, com’è giusto per i meriti di uomini e donne coraggiosi. Facciamoci dunque eroi per il nostro tempo e lasciamo un esempio duraturo di vera pietà alle generazioni future!

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare la Segreteria di Stato all’indirizzo SedesApostolica.info, in lingua italiana e secondo le procedure stabilite da tale Ufficio.

Sei mesi fa, Ildebrando fu eletto dalla Chiesa Romana

Rendiamo grazie a Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, che, grazie all’impegno congiunto dei numerosi lettori di FromRome e di Roma, ha salvato la Chiesa Cattolica dalla morsa di Satana e le ha donato un Papa cattolico eletto, dedito alla restaurazione della Chiesa.

Così come Cristo ha fondato la Chiesa tra i poveri e i fedeli di Dio, 2000 anni fa, così ha salvato la Chiesa Romana dalle mani degli empi grazie all’operato della gente comune che ha ancora fede!

Clicca sull’immagine qui sopra per leggere il Rogitum in 5 lingue.

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