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Eminente Vaticanista: L’opposizione a Bergoglio nella Curia romana è al 100 per cento

Roma: 14 gennaio 2020: Mentre i cattolici di tutto il mondo sono sotto shock per l’apparente eclissi della Chiesa cattolica a causa delle eresie oltraggiose, delle bestemmie e degli trucchi politici di Jorge Mario Bergoglio, una parola di grande consolazione si sta per essere pubblicato su blog di From Rome, domani mattina:

L’opposizione a Bergoglio nella Curia romana è al 100%. Lo vogliono fuori!

Lo dice uno* dei famosissimi vaticanisti di Roma che ha servito nella Città Eterna per decenni. Ha una profonda e capillare rete di informatori al Vaticano e nella Curia Romana. Da tutti che lavorano là egli sente la stessa voce. Nessuno vuole l’argentino. Stanno contando i giorni!

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* Per la sua security personale la Redazione ha deciso di non nominargli.

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CREDITS: L’imagine in evidenza è stata scattata da un fotografo del White House, e quindi è in dominio pubblico

08.12.19: Rosario di Riparazione per l’idolatria in Vaticano

Domenica 8 Dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, alle ore 18.00 abbiamo indetto una preghiera comunitaria in riparazione dell’idolatria in Vaticano e sempre più ramificata in tutto il mondo. Si reciterà il Santo Rosario contemplando i misteri Gloriosi (chi se la sente reciti il rosario completo).

Si pregherà nelle proprie case, nelle chiese, ovunque si voglia; l’importante è l’unione spirituale e l’intenzione. Molti sacerdoti e laici stanno aderendo alla nostra iniziativa. Aderisci anche tu per scongiurare i castighi derivati dall’idolatria, il peccato più grave contro Dio Padre.

Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai» [Luca 4,8]

Abbiamo bisogno del tuo aiuto, coinvolgi più persone possibili!

Io credo in Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo,
Suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
mori e fu sepolto; discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen.

Dio ci benedica.

CREDITS: Testo di Gloria.TV, ripubblicato con massima condivisione. Video di Youtube.com. L’immagine in evidenza da https://www.amicidilazzaro.it/index.php/la-vera-devozione-a-maria-benedetto-xvi/ senza informazione per diritto intellettuale. Tutti usati secondo il fair use.

Il Vaticano ha saputo dell’invalidità della Rinuncia per 6 anni

Ecco le prove

di Frà Alexis Bugnolo

Il Vaticano ha sempre saputo che l’Atto di Rinuncia di Papa Benedetto non era conforme ai requisiti del Codice di Diritto Canonico di Papa Giovanni Paolo II, e le prove documentali per dimostrare il fatto sono state pubblicate dal Vaticano per 6 anni.

Quest’affermazione sembra totalmente assurda, fino a quando non si guardano le prove, prove che sono state visibili da tutto il mondo per quelli che aprono gli occhi per vederle. In questo articolo, dunque, esamineremo in modo forense le prove, che sono di pubblico dominio.

Il Codice di Diritto Canonico richiede che l’uomo che è Papa si dimetta in modo specifico, come dice il Canone 332 §2:

§ 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam Acceptetur.

La traduzione letterale di questa Canone è:

§2. Se succede che il Romano Pontefice rinuncia al suo MUNUS, è necessario per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e manifestata debitamente, ma non che sia accettata da chiunque.

Ma il testo della rinuncia nell’originale latino recita così:

Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso renuntiare

La traduzione corretta di questo testo chiave è:

Per quale motivo, ben consapevole del peso di questo atto, dichiaro con piena libertà di rinunciare al ministero del vescovo di Roma, successore di san Pietro, affidato a me dalle mani dei Cardinali il 19 aprile 2005, …

Questo lampante ERRORE di confondere l’oggetto ESSENZIALE di una rinuncia papale per quanto riguarda il Ministero petrino anziché il Munus petrino ha reso l’atto privo di effetti giuridici (cfr. Canoni 126 e 188).

MA PER NASCONDERE QUESTA INVALIDITÀ, il Vaticano HA PUBBLICATO traduzioni FALSIFICATE dell’atto, che in particolare alterano la natura dell’atto e nascondono tale invalidità. Questo è stato uno degli atti chiavi e necessari del Coup d’etat, del febbraio 2013, di cui ho scritto in precedenza. Dico, “coup d’etat” perché dal momento si capisce che la rinuncia era invalida ogni pretesa per fare una conclave è illegittima sia secondo il canone 359 sia secondo la legge papale per i conclavi, Universi Dominici Gregis, n. 37.

Quindi, esaminiamo da vicino quali sono le falsificazioni nelle traduzioni dell’atto pubblicato a vatican.va per più che se anni.

Le FALSIFICHE sono queste:

  1. In tutte le traduzioni (eccetto la tedesca), la doppia occorrenza della parola MUNUS, nell’originale latino è CONCEALATA traducendola con la stessa parola usata per tradurre il latino MINISTERIUM, che si verifica tre volte nel testo.
  2. La sintassi della clausola dell’effetto che segue il verbo RENUNIARE in latino, è stata modificata per far sembrare che consenta a un significato metanmico, quando la sintassi latina non consente AL TALE lettura.
  3. La sintassi della seconda clausola indipendente che segue DECLARO è stata modificata per far apparire come un comando definitivo per convocare un Conclave.

La prima falsificazione ha l’effetto di nascondere dalla Chiesa universale il fatto che Papa Benedetto XVI sa bene distinguere il Munus petrino dal Ministero petrino, e che il suo intento chiaramente era solamente di rinunciare al Ministero petrino.

La seconda falsificazione ha l’effetto di far sembrare che l’atto di rinuncia non consiste nella rinuncia al ministero sola ma nella rinuncia al ministero per effettuare una sede vacante, un significato che la sintassi del testo latino non lo consente, perché in latino ita ut introduce una clausola di intento puro non una clausola relativa di caratteristica.

La terza falsificazione ha l’effetto di far sembrare che Benedetto ha dato un commando ad indire una conclave subito.

Ora, dato che TUTTE le traduzioni (eccetto la tedesca) hanno questi errori, è chiaro che il Vaticano ha DELIBERATAMENTE E CON INTENTO travisato la natura dell’Atto Papale per far sembrare che sia conforme alla norma di canone 332 §2 nel Codice di Diritto Canonico di 1983.

Si possa confermare questi fatti al sito ufficiale per l’Atto di Rinuncia: http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/la/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130211_declaratio.html dove si trovano tutte le traduzioni ufficiali del testo letto da Papa Benedetto il 11 Febbraio 2013.

Quindi, non si doveva essere una sorpresa che il Vaticano dopo la conclave di 2013 ha falsificato altri scritti di Papa Benedetto come il Tosatti nota qui.

CREDITS: L’immagine in evidenza si trova al blog di Tosatti senza notificazione di diritti intellettuale. In essa si vede la lettera papale falsificato dal Vaticano in 2018, la quale lettera sembra semplicemente annunciare le lode di Benedetto per gli scritti di Bergoglio.